Il Progetto

“The Art of Shade” è un progetto di fotografia fineart nato nel 2016, mentre l’artista vagava per le strade di Los Angeles in compagnia della sua macchina fotografica.

Andrea Jako Giacomini in arte VONJAKO, è regista e fotografo. Vive a Los Angeles da circa 25 anni, dove si dedica principalmente alla regia. Sempre alla ricerca di location, ha imparato ad esplorare e ad amare ogni angolo di quella città.

“Da regista posso confermare che a Los Angeles si può filmare qualsiasi scenario: un angolo può sembrare New York, quello successivo Tokyo, poi Città del Messico e, dopo qualche isolato, improvvisamente ti ritrovi a Parigi”, racconta Andrea.

Il progetto è nato come un esperimento: lidea iniziale era quella di realizzare ritratti di soggetti che non fossero persone reali.

Quando Saturnino, suo amico da molti anni, gli regalò un paio di prototipi unici degli occhiali da sole che stava iniziando a realizzare, incominciò a sperimentare con loro.

Li ha integrati nel progetto per “arricchire” i soggetti delle sue fotografie, ovvero i ritratti di street art, trattandoli come avrebbe fatto con delle persone.

A Los Angeles, ogni vicolo o facciata posteriore di un edificio può nascondere una sorta di arte “segreta”, che si tratti di graffiti o di street art. Questa forma darte, spesso nascosta al grande pubblico, ha ispirato il nome del progetto: “The Art of Shade”. Larte è, in un certo senso, sempre in ombra, lontana dagli occhi della maggioranza.

La street art si muove ai margini della legalità, in una zona grigia non ancora ben definita: alcune opere sono create per il pubblico, altre no. Inoltre, è unarte effimera:

può durare pochi mesi, settimane, o persino giorni, prima di essere coperta da unaltra opera.

L’ obiettivo dell’artista era catturare queste creazioni in un modo originale, immortalando lattimo della loro esistenza.

Ma non voleva farlo con una semplice fotografia, desiderava arricchirne limmagine, esaltandola con un accessorio di bellezza, come un paio di occhiali da sole.

“Non dimentichiamo che Los Angeles è anche la città del sole. Molte pareti sono continuamente illuminate dalla luce diretta, e locchiale da sole, “appoggiato” sullopera, diventa un tributo di bellezza al ritratto rappresentato dal graffito. Al contempo, è un filtro attraverso cui il personaggio ritratto ci osserva. E noi, a nostra volta, ci riflettiamo in lui”

(Vonjako).

Angelo Crespi

Gli occhiali di Kant, i nasi di Voltaire, le fotografie di Vonjako.

Non sappiamo se Kant usasse occhiali da sole per mascherare la propria proverbiale abitudinarieta. Tutta la vita, spesa nella natia Königsberg, di mattino sveglia alle cinque meno cinque e di sera a letto presto, alle dieci in punto.

Così preciso che – si racconta – i suoi concittadini regolassero gli orologi, perfino quello della torre campanaria, vedendo passare il filosofo ogni giorno sempre nello stesso istante nello stesso preciso luogo, sulla strada tra casa e l’università.

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Silvia Basta

“Vonjako che strano nome” ho pensato quando Saturno mi ha fatto vedere le sue fotografie, o meglio le fotografie le avevo gia viste su alcuni social e avevo pensato che lo avrei voluto contattare per qualche progetto… i casi della vita.

Da Ascoli Piceno stessa città di Saturnino a Los Angeles il sogno americano che si realizza: “wow”.

Foto pop, foto contemporanee, foto da copertina per un disco in vinile, oppure foto giuste da museo di arte contemporanea.

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Saturnino

Era un meraviglioso luglio a L.A., la città degli angeli, degli attori, dei tramonti tiepoleschi e degli studi di registrazione incredibili.

Stavo registrando “Safari”, quando in studio arriva Lorenzo con due ragazzi italiani, ma residenti a L.A. da diversi anni, uno dei due si fa chiamare VonJako è ascolano come me, e di ascolano riconosco subito in lui il sorriso e l’accento quando parla in italiano…

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La galleria d’arte è stata creata nel 2013 a Milano da Maria Cristina de Zuccato e Aldo Sardoni con l’intento di far conoscere e promuovere la cultura della fotografia contemporanea d’autore, traghettandola oltre il circuito di intenditori e appassionati.

Nel 2022 ha aperto la sua sede permanente nella Capitale, nello storico rione romano di Prati. Una galleria-laboratorio con l’allure artigiana e informale della boutique artistica di quartiere – per un archivio di scatti raccolto in quaranta metri quadri incastonati nella Città Eterna, a due passi dallo scenario sontuoso del Vaticano – che rivolge e allunga lo sguardo verso il mondo.

Uno spazio espositivo dalle pareti alte più di cinque metri dipinte di bianco assoluto con un angolo rosso mattone caldo arricchito con mobili e oggetti di design mid-century (anch’essi in vendita) pronto a rimodularsi continuamente al servizio di immagini e progetti artistici firmati da una scuderia di venti autori di razza, fortemente diversi tra loro ma legati da una profonda matrice culturale comune.